Note storiche della città di Bari
Le origini di Bari risalgono a tempi assai remoti. Dalle testimonianze archeologiche ritrovate in piazza san Pietro Monastero di Santa Scolastica nella città vecchia, si può dire che in quell'area vi era un porto marittimo già a partire dall'età Micenea. Tracce di un villaggio di capanne sono datate all'età del bronzo tra IX e VII sec. a.C., e più tardi fra VII e V sec. a.C. si forma un insediamento "peucezio" in funzione di porto della vicina e più ricca "Kailia". Dal IV-III sec. a.C. Bari si sviluppa come città autonoma con mura di difesa, abitazioni, necropoli, strade e batte una propria moneta di bronzo (tón Barinon = dei baresi). Dal III-II sec. a.C. Bari diventa Municipio romano con il nome di Barium: vi passa vicino la via Traiana, il suo porto accoglie la flotta militare, vi sorge forse una torre e si costruiscono ricche case decorate da mosaici e templi. Da allora il suo sviluppo si fa impetuoso: è sede episcopale in età paleocristiana (V-VI sec.) e più tardi centro di potere dei Longobardi (con la presenza di un Gastaldo) e addirittura, dall'840, sede di un piccolo Emirato arabo. Liberata dai Bizantini nell'876, diviene di fatto capitale dell'Italia meridionale (il Catapanato di Bari con potere su Calabria e Lucania), fino all'occupazione dei Normanni del 1071, che scelgono invece come capitale Palermo. Da allora la città perde l'autonomia, il primato nel commercio e, nonostante la traslazione delle reliquie di S. Nicola da Mora (Turchia) nel 1087, si avvia a una lenta decadenza, sotto gli Svevi e soprattutto gli Angioini e gli Aragonesi (XIII-XIV sec.). La città gode di un ultimo periodo di floridezza al tempo del Ducato di Isabella e soprattutto Bona Sforza, duchessa di Bari e Regina di Polonia, prima di decadere definitivamente negli anni del vicereame spagnolo (XVI-XVII sec.) e della dinastia dei Borboni. Riprenderà il suo sviluppo a partire dalla dominazione francese, con Gioacchino Murat al quale si deve, nei primi anni dell'800, la fondazione della città nuova (Borgo murattiano). Lo stile romanico pugliese: Dalla fine del secolo XI ai primi del XIII, la Puglia ebbe architetti e scultori di grande genialità, i quali, aderendo al gusto romanico lombardo, seppero però elaborare uno stile romanicoche fu definito romanico pugliese.



